C’era una volta Queriot…


C’era una volta Queriot…

Un personaggio nato in sogno che già dal principio racchiudeva qualcosa di magico…

Il sogno si ambientava attorno alla tavola rotonda, dove tutti i cavalieri erano in trepidazione per l’arrivo di un nuovo eroe che si sarebbe aggiunto alle loro schiere.
La sua fama lo precedeva, era un cavaliere coraggioso ed impavido conosciuto da tutti per la grandezza del suo cuore.
Così al suo arrivo un silenzio quasi religioso e carico di rispetto scese sulla tavola, che fino a quel momento era tutta un fermento.

Con questa immagine la sveglia suonò.

Il sogno non capitò a caso, tutta la famiglia Minoli era alla disperata ricerca di un nome per il loro primo puledro, nato in casa da una loro vecchia cavalla, il cui nome sarebbe dovuto iniziare con la lettera Q come lo stallone da cui era nato.

L’illuminazione notturna di Francesco Minoli aveva finalmente dato la risposta…

Queriot si rivelò un nome perfetto per il puledro, che da grande si dimostrò essere un saltatore di grande talento e coraggio con un grande cuore, la perfetta personificazione animale delle sensazioni che avevano tanto emozionato nel sogno.

Così quando venne il momento di partire per questa nuova avventura, dopo dieci anni come amministratore delegato di Dodo e Pomellato, Francesco Minoli decise di affidare la fortuna della sua azienda a questo nome tanto importante e tanto speciale per lui e la sua famiglia.

Si rivelò essere un nome assolutamente coerente perché la radice del nome Queriot è “Kerr” in arabo carato, unità di misura dell’oro, materiale principe della prima collezione.

Le linee raffinate, morbide e a tratti giocose della collezione ben si sposavano con la figura di Queriot. La scelta di rivolgersi solo ad orafi italiani utilizzando metalli di prima qualità e pietre preziose e naturali con tagli originali rendevano il prodotto stesso coerente con il personaggio sognato.

Fu così che Queriot, dopo tante fatiche, mentre viaggiava alla ricerca di un luogo in cui rifugiarsi a riposare nell’attesa di maturare nuove avventurose imprese, s’imbatté in una cittadina. Questa cittadina era un fortino di buoni sentimenti e positività dove il suo animo guerriero trovò immediatamente ristoro e serenità. Per questo decise che l’avrebbe protetta.

Così nacque Civita.